Titoletto

NAPOLI

LUOGHI D’INTERESSE

NEI DINTORNI DI NAPOLI

POMPEI

Come arrivare:

In auto: arrivare a Napoli, quindi prendere

l’autostrada A3, uscita per Pompei.

In treno: dalla stazione di Formia prendere il

treno per Napoli Centrale, c’. una corsa ogni

ora, quindi proseguire per la linea della Circumvesuviana

direzione Sorrento. Il tragitto

per arrivare a Pompei richiede circa 40 minuti.

Scendere alla fermata “Pompei Scavi”.

Orari dei treni della Circumvesuviana:

www.vesuviana.it

L’entrata . a circa 50 metri dalla stazione,

dove troverete anche un Ufficio Informazioni.

Per saperne di pi. visitare il sito:

http://wikitravel.org/en/Pompeii

Pompeii era una citt. dell’evo antico, corrispondente

all’attuale Pompei, la cui storia

ha origine dal IX secolo a.C. per terminare

nell’anno 79, quando, a seguito dell’eruzione

del Vesuvio, fu ricoperta da una coltre di

ceneri e lapilli alta circa sei metri. Gli scavi

della citt., iniziati nel 1748, hanno riportato

alla luce un sito archeologico entrato a far

parte della lista dei Patrimoni dell’umanit.

dell’UNESCO nel 1997: dopo il sistema museale

del Colosseo, Foro Romano e Palatino

. questo il secondo monumento italiano

pi. visitato.

ERCOLANO (HERCULANEUM)

Come arrivare:

In treno – dalla stazione ferroviaria di Formia,

i treni per Napoli – Stazione Centrale

partono ogni ora – prendere la Circumvesuviana

verso Sorrento. Dopo circa 30 minuti

si arriva a Herculaneum. Scendere alla

fermata “Ercolano Scavi”.

Per l’orario della Circumvesuviana consultare

il sito www.vesuviana.it

Gli scavi archeologici di Ercolano hanno restituito

i resti dell’antica citt. di Ercolano, seppellita,

insieme a Pompei, Stabiae e Oplonti,

sotto una coltre di ceneri, lapilli e fango durante

l’eruzione del Vesuvio del 79.

Ritrovata casualmente a seguito degli scavi

per la realizzazione di un pozzo nel 1709, la

citt. fu oggetto di indagini archeologiche che

iniziarono nel 1738 per protrarsi fino al 1765;

riprese nel 1823, si interruppero nuovamente

nel 1875, fino ad uno scavo sistematico promosso

da Amedeo Maiuri a partire dal 1927.

La maggior parte dei reperti rinvenuti sono

ospitati al Museo Archeologico Nazionale di

Napoli, mentre . del 2008 la nascita del Museo

Archeologico Virtuale che mostra la citt.

prima dell’eruzione del Vesuvio[1].

Il sito di Ercolano, gestito dalla Soprintendenza

Speciale per i Beni Archeologici di

Pompei, Ercolano e Stabia, viene visitato

mediamente da trecentomila turisti ogni

anno: nel 1997, insieme alle rovine di Pom-

pei e Oplonti, . entrato a far parte della lista

dei patrimoni dell’umanit. dell’UNESCO.

PALAZZO REALE DI CASERTA

Come arrivare:

in auto – prendere la Superstrada in direzione

Cassino – quindi prendere la A1 all’uscita

sud di Caserta.

Il Palazzo reale di Caserta fu voluto dal Re di

Napoli Carlo di Borbone nel 1752, il quale,

colpito dalla bellezza del paesaggio casertano

e desideroso di dare una degna sede

di rappresentanza al governo della capitale

Napoli e al suo reame, volle che venisse costruita

una reggia tale da poter reggere il

confronto con quella di Versailles. Si diede

inizialmente per scontato che sarebbe stata

costruita a Napoli, ma Carlo di Borbone,

cosciente della considerevole vulnerabilit.

della capitale a eventuali attacchi (specie

da mare), pens. di costruirla verso l’entroterra,

nell’area casertana: un luogo pi. sicuro

e tuttavia non troppo distante da Napoli.

Il re chiese che il progetto comprendesse,

oltre al palazzo, il parco e la sistemazione

dell’area urbana circostante, con l’approvvigionamento

da un nuovo acquedotto

(Acquedotto Carolino) che attraversasse

l’annesso complesso di San Leucio. La nuova

reggia doveva essere simbolo del nuovo

stato borbonico e manifestare potenza

e grandiosit., ma anche essere efficiente e

razionale.

Nel 1997, insieme all’acquedotto di Vanvitelli

e il complesso di San Leucio, . stata dichiarata

dall’UNESCO patrimonio dell’umanit..

SAN LEUCIO & LE SETERIE

Come arrivare:

in auto – prendere la Superstrada in direzione

Cassino – quindi prendere la A1 all’uscita

sud di Caserta.

San Leucio ubicata a pochi chilometri dalla

Reggia di Caserta . sede delle antiche seterie

borboniche famose in tutto il mondo.

Ferdinando IV nel 1773 stanco del caos e

degli intrighi della corte reale casertana,

volle costruirsi un ritiro solitario dove poter

trascorrere del tempo spensierato. Scelse

le colline che fiancheggiavano il Parco di

Caserta dove gi. sorgeva un rudere di una

cappella dedicata a San Leucio, il martire

brindisino, dal quale prese il nome.

Il rifugio comprensivo di una vigna e di

un boschetto, era frequentato dal re per

brevi periodi, dopodich. era custodito da

alcuni guardiani con le proprie famiglie.

Il 17 dicembre 1778, il primogenito del re

ed erede al trono, mor. di vaiolo. Il re, scosso

dall’evento, decise di erigere un ospizio

per i poveri della provincia presso il quale

assegn. un opificio per non tenerli in ozio

popolari, specialmente nel capoluogo partenopeo,

come ad es. la festa di Sant’Anna

a Porta Capuana e la Madonna del Carmine

nell’omonima Basilica al Mercato[4].

Nel 1776 Ferdinando IV fonda la Real Colonia

della Seta di San Leucio, con lo scopo di

superare la bellezza dei tessuti di seta prodotti

in Francia.

Chiamati a lavorarvi i migliori maestri tessitori

francesi ed italiani del tempo, Ferdinando

IV li organizza in una comunit. con uno

Statuto a carattere sociale all’avanguardia

per quei tempi, realizzando il primo esempio

di “Socialismo” in Italia.

Ai lavoratori veniva assegnata una casa, dotata

fin dall’inizio di acqua corrente e servizi

igienici, era garantita la formazione gratuita,

con la creazione della prima scuola

dell’obbligo d’Italia femminile e maschile,

una cassa comune “di carit.” e l’assistenza

agli anziani e agli infermi.

In breve tempo le i tessuti di San Leucio furono

richiesti in tutta l’Europa e ancor oggi

arredano i Palazzi reali di tutto il mondo:

Buking Palace, La Stanza Ovale a Washington,

San Pietroburgo…

NAPOLI

Come arrivare:

in treno – dalla stazione di Formia circa ogni

ora parte un treno diretto a Napoli centrale.

SPACCANAPOLI – CHIESE- MUSEI – PIZZA

C’. molto da vedere, ma evitate di indossare

vestiti griffati, o cose preziose (regola

molto importante). I musei sono molti e anche

vicini tra loro, quindi potrete organizzare

escursioni giornaliere dove potrete visitarne

pi. di uno. Vi consigliamo di visitare

le chiese e dintorni di Spaccanapoli. Visitate

le meravigliose chiese vicino a Piazza Ges.

Nuovo – Chiesa del Ges. Nuovo, Chiesa di

Santa Chiara, Cappella S. Severo dove si trova

il meraviglioso Cristo velato, e la Chiesa

di S. Domenico Maggiore.

Per visitare Spaccanapoli scendete dalla metropolitana

a Piazza Cavour. Girate quindi a

destra e proseguite per il Museo Nazionale.

Attraversate la strada e proseguite per via

Santa Maria di Costantinopoli fino a Piazza

Ges. Nuovo. In questa incredibile e antica

zona della citt. non potete non visitare Museo

Archeologico Nazionale, a un isolato dalla

fermata di Piazza Cavour. Qui si trovano i

mosaici e gli affreschi di Pompei ed Ercolano.

Potrete visitare anche la stazione metropolitana

“Neopolis” che si trova al di sotto dello

stesso Museo. Un’escursione di un’ora vi permetter.

di ammirare le bellezze della Napoli

sotterranea, scoperta quando si costru. la linea

1 della metropolitana.

Non perdetevi la bellissima passeggiata

sulla Via San Gregorio Armeno dove potrete

ammirare i caratteristici personaggi del

presepe natalizio. Si trova nella stessa zona,

dovrete solo attraversare la strada. Un’esperienza

unica nella vita, ne varr. la pena!

Tornando a Spaccanapoli, presso San Biagio

dei Librai, potrete visitare l’Ospedale

delle Bambole, curiosa fermata per gli

amanti dell’artigianato. Quattro generazioni

di “medici per bambole” hanno mantenuto

fiorente questa attivit..

Dopo tutto questo gran da fare vorrete sicuramente

fermarvi per una buonissima

e tipica pizza napoletana in una delle pi.

famose pizzerie di Spaccanapoli, dove fu

inventata la pizza! La pi. famosa . probabilmente

l’Antica Pizzeria da Michele in Via

Cesare Sersale, che si trova sulla strada del

ritorno alla stazione. Niente fronzoli, solo

ottima pizza!

Sulla strada del ritorno, fermatevi alla Stazione

Centrale per visitare la stazione metropolitana

“Neopolis”, la pi. bella d’Europa,

che vi condurr. al treno della circumvesuviana.

Anche questa sar. un’esperienza

unica nella vita!

Per maggiori informazioni visitare il sito:

www.naplesnapoliguide.com/naples-underground/

TOUR DELLA NAPOLI SOTTERRANEA

Napoli Sotterranea . una tappa obbligata

a Napoli.

Un substrato ricco di storia e legato alla riscoperta

di un patrimonio raro, se non unico

nel suo genere. Opere di grande ingegneria

civile, lasciate a lungo in abbandono e oggi

recuperate a nuova vita grazie al sapiente lavoro

di Napoli Sotterranea. Bellezze indescrivibili

e luoghi suggestivi, tutti da scoprire.

Da oltre 30 anni, Napoli Sotterranea offre

escursioni nei luoghi pi. affascinanti e suggestivi

del ventre della citt.. I membri dell’Associazione

sono impegnati – senza avere

mai ricevuto alcun tipo di finanziamento da

parte di istituzioni pubbliche o di enti privati

– nel recupero e nella valorizzazione del sottosuolo,

ai fini della pubblica fruizione.

Il loro impegno . legato ad un unico scopo:

quello di far conoscere e amare Napoli. Il risultato

. stato da sempre vincente. Chi visita

questi luoghi se ne innamora, si emoziona.

Napoli Sotterranea ha rappresentato un punto

di partenza fondamentale per altre realt.,

nate in Italia e in Europa, grazie alla competenza

e alla collaborazione dell’Associazione.

Partecipare all’escursione significa compiere

un viaggio nella storia lungo ben 2400

anni, dall’epoca greca a quella moderna, a

40 metri di profondit. tra cunicoli e cisterne.

Durante l’escursione, oltre ad ammirare

i resti dell’antico acquedotto greco-romano

e dei rifugi antiaerei della Seconda Guerra

Mondiale, si visiteranno il Museo della Guerra,

gli Orti Ipogei (www.ortipogei.it), la Stazione

Sismica “Arianna” e tanto altro ancora.

Sar., infine, possibile visitare gratuitamente

i resti dell’antico Teatro greco-romano, accessibili

da una propriet. privata.

Nei mesi estivi si consiglia di indossare

scarpe comode e una felpa. I percorsi, stretti

come i cunicoli, sono assolutamente facoltativi.

Scoprire Napoli da un altro punto

di vista . una opportunit. da non perdere.

Questo . l’unico Percorso Ufficiale Autorizzato

di Napoli Sotterranea e, pertanto, l’unico

sito nel quale vengono garantiti standard

di sicurezza elevati. L’ingresso . nel cuore del

centro storico in Piazza San Gaetano n. 68.

ALTRI DUE TOUR A NAPOLI

Come arrivare:

in treno – dalla stazione di Formia circa ogni

ora parte un treno diretto alla stazione di

Napoli Centrale.

Attraversate Piazza Garibaldi e proseguite

per Corso Umberto I fino ad arrivare a Piazza

Municipio.

Il primo itinerario include una fermata obbligatoria

all’Opera di San Carlo, costruita

nel 1737 (visite guidate la mattina); al Palazzo

Reale Borbonico, decorato da maestose

porte secondo lo stile di Pompei (aperto

tutti i giorni dalle 9 alle 14); la Galleria Umberto

I. Ultima fermata per un ottimo gelato

ed un caff. al famoso Gran Caff. Gambrinus,

di fronte al Palazzo Reale.

Il secondo giro vi condurr. al Museo e alla

Galleria fotografica di Capodimonte, meravigliosamente

ristrutturata e da poco riaperta

al pubblico. Per arrivare al Museo vi

consigliamo di prendere un taxi.

CAPRI

Come arrivare:

in treno – dalla stazione ferroviaria di Formia

prendere un treno per Napoli Stazione

Mergellina (attenzione! Non tutti i treni

fermano qui; . probabile che dobbiate arrivare

a Napoli Centrale e da qui prendere il

treno per Mergellina).

Da qui camminate fino al porto di Mergellina

attraversando il lungomare. Potete anche

prendere un traghetto dal Molo Beverello,

vicino a Piazza Municipio.

Per arrivare a Capri, prendete il traghetto (il

viaggio durer. circa 80 minuti), oppure l’aliscafo.

I biglietti si acquistano direttamente

al molo.

A differenza delle vicine Ischia e Procida, Capri

. di origine carsica. Inizialmente era unita

alla Penisola Sorrentina, salvo essere successivamente

sommersa in parte dal mare e

separata quindi dalla terraferma, dove oggi

si trova lo stretto di Bocca Piccola. Capri presenta

una struttura morfologica complessa,

con cime di media altezza (Monte Solaro 589

m. e Monte Tiberio 334 m.) e vasti altopiani

interni, tra cui il principale . quello detto di

“Anacapri”. Tra le isole italiane . al ventunesimo

posto in ordine di grandezza.

La costa . frastagliata, con numerose grotte

e cale che si alternano a ripide scogliere.

In epoca romana, le grotte, nascoste sotto

le scogliere furono utilizzate come ninfei

delle sontuose ville che vennero costruite

qui durante l’Impero. La pi. famosa . senza

dubbio la Grotta Azzurra, in cui magici effetti

luminosi sono stati descritti da moltissimi

scrittori e poeti.

Caratteristici di Capri sono i celebri Faraglioni,

tre piccoli isolotti rocciosi, a poca distanza

dalla riva, che creano un effetto scenografico

e importante dal punto di vista

paesaggistico; ad essi sono stati attribuiti

anche dei nomi, per distinguerli uno dall’altro:

Stella per quello attaccato alla costa, Faraglione

di Mezzo per quello frapposto agli

altri due e Faraglione di Fuori (o Scopolo)

per quello pi. lontano dall’isola.

I principali centri abitati dell’isola sono Capri,

Anacapri e Marina Grande, mentre Marina

Piccola, cio. l’altro versante marino

di Capri, risulta meno abitato e ancora pi.

soggetto al fenomeno della speculazione

edilizia, che ha investito tutta l’isola dai primi

anni ottanta ad oggi.

A SUD DI NAPOLI

POSITANO

Grazie al clima mite e alla bellezza del paesaggio,

Positano . stato luogo di villeggiatura

sin dall’epoca dell’Impero Romano,

come attestano il rinvenimento di una villa

e ulteriori rinvenimenti risalenti al 2004.

Tipiche le tantissime scalinate che dall’alto

del paese giungono in basso, alla spiaggia.

Le spiagge principali sono la Spiaggia Grande

e quella di Fornillo, entrambe raggiungibili

a piedi; le altre sono La Porta, Arienzo e

San Pietro Laurito, tutte raggiungibili principalmente

via mare.

Grazie alla sua posizione, il clima di Positano

. molto mite, di tipo subtropicale; gli

inverni sono assai tiepidi, con temperature

minime che non scendono quasi mai al

di sotto dei 6 gradi, mentre le estati sono

lunghe, calde e assolate, spesso rinfrescate

dalla brezza marina.

In et. romana fu luogo di villeggiatura,

come attestato dal ritrovamento di una villa

al di sotto della chiesa di Santa Maria Assunta.

L’accesso alla villa avveniva via mare.

Dal X al XII secolo ha fatto parte del Ducato

di Amalfi.

Dal 1806 al 1860 . stato capoluogo dell’omonimo

circondario appartenente al Distretto

di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia .

stato capoluogo dell’omonimo mandamento

appartenente al Circondario di Salerno.

AMALFI E LA SUA COSTIERA

Antica repubblica marinara, d. il nome

all’omonimo tratto della penisola su cui si

estende la costiera amalfitana.

La sua fondazione viene fatta risalire all’epoca

romana (il suo stemma reca la scritta

Descendit ex patribus romanorum). A partire

dal IX secolo, prima (in ordine cronologico)

fra le repubbliche marinare, rivaleggi.

con Pisa, Venezia e Genova per il controllo

del Mar Mediterraneo.

Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto

col nome di Tavole amalfitane, ebbe una

grande influenza fino al XVII secolo.

Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore

nel secolo XI, per poi subire una rapida

decadenza: nel 1131 fu conquistata dai

Normanni e, negli anni 1135 e 1137, fu saccheggiata

dai pisani.

In seguito, nel 1343, una tempesta, e il conseguente

maremoto, distrussero gran parte

della citt..

Per tradizione, ogni anno un equipaggio

di vogatori amalfitani partecipa alla Regata

delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando

gli armi delle citt. di Genova, Pisa e

Venezia.

Per un errore di interpretazione di un testo

latino, che riferiva invece che l’invenzione

della bussola era attribuita dallo storico Flavio

Biondo agli Amalfitani, il filologo Giambattista

Pio sostenne che la bussola fosse

stata inventata dall’amalfitano Flavio Gioia.

Nel testo in questione (Amalphi in Campania

veteri magnetis usus inventus a Flavio

traditur), tuttavia, non bisogna intendere

Flavio come l’inventore della bussola, ma

solo come colui che ha riportato la notizia:

appunto Flavio Biondo[4].

Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero

essere stati tra i primi ad usare quello strumento.

“Un’antica tradizione amalfitana si

riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia

quale inventore dello strumento marinaro”.

Particolarmente fiorente nella storia della

citt. e viva in due cartiere residue sulle molte

presenti ed ormai in rovina, . l’industria

cartaria legata alla produzione della pregiata

carta di Amalfi. In citt. infatti . possibile

visitare il Museo della Carta di Amalfi.

GROTTA DELLO SMERALDO

La grotta dello Smeraldo . una cavit. carsica,

parzialmente invasa dal mare, situata

nel territorio del comune di Conca dei Marini.

Fu scoperta dal pescatore Luigi Buonocore

nel 1932. Misura circa 45 x 32 metri ed

. alta circa 24 metri.

Deve il suo nome alle tonalit. smeraldine

che assume l’acqua per via della luce solare

filtrata attraverso una fenditura sottomarina

che la collega al mare aperto. In tempi

molto remoti era posta al di sopra del livello

del mare e al suo interno si sono create,

col passare del tempo, numerose stalattiti e

stalagmiti che, in alcuni tratti si uniscono a

formare delle possenti colonne alte pi. di

dieci metri; solo in seguito ad un fenomeno

di bradisismo, il suolo della grotta si . abbassato,

facendola sprofondare sott’acqua.

In essa . presente una rara specie di celenterati,

Anemonactis mazely, che vive in luoghi

dove non c’. luce.

Nel 1956, . stato allestito sul suo fondale un

presepe subacqueo, composto da statuine

di ceramica; annualmente, durante il periodo

natalizio, un gruppo di sommozzatori

depone fasci di fiori ai piedi di Ges. Bambino.

La grotta . stata, inoltre, impiegata

come set cinematografico della fiction televisiva

Capri.

La grotta dello Smeraldo . accessibile sia

via mare sia dalla SS 163, da cui si discende

tramite un ascensore.

RAVELLO

Le terrazze di Villa Rufolo e Cimbrone, dalle

quali . possibile ammirare un panorama

mozzafiato, incantarono Greta Garbo

e Wagner, in onore del quale, ogni anno, si

svolge il Festival Internazionale di Musica,

una delle iniziative che hanno reso Ravello

la “citt. della musica per eccellenza” in Costiera

Amalfitana.

Paese silenzioso e chic, fu un fiorente centro

di attivit. commerciali gi. tra i secoli

XI e XII. . un terrazzo proteso sul mare nei

Monti Lattari, dal quale si gode uno scenario

di bellezze naturali unico al mondo. Dai

suoi belvedere, in particolare quello dedicato

alla Principessa del Piemonte, la Costiera

Amalfitana si presenta in una visione

di sogno.

Circondato dalla natura smagliante, adagiato

in suggestiva posizione su uno sperone

roccioso che divide la valle del torrente

Dragone da quella del torrente Reginna in

uno dei punti di pi. ampia vista sul golfo,

domina da un’altezza di 350 metri il mare

azzurro della Costiera Amalfitana.

CHIESE

Chiesa di San Pietro alla Costa

Risalente al XIII secolo. Riutilizzo di antiche

colonne. Con maioliche smaltate tipiche

della Costiera.

Chiesa di San Michele a Torello

Campanile in stile Arabo-Siciliano. All’interno

. possibile ammirare interessanti dipinti della

scuola di A. Sabatini risalenti al XV secolo.

Convento di San Francesco

XIII secolo. Ristrutturato di recente. Dipinti

molto interessanti ai lati dell’altare. Nella

parte superiore si trova la beatificazione di

Padre Bonaventura.

Monastero di Santa Chiara

Fondato nella prima met. del XIV secolo;

per la costruzione della chiesa sono state

riutilizzate colonne antiche.

Santa Maria delle Grazie

L’entrata . sormontata da una lunetta che

circonda l’affresco; pavimentazione in piastrelle

di ceramica.

Chiesa della Madonna dell’Opedale

Costruzione risalente al secolo XI, collegata

all’ospedale del quale rimangono poche

tracce. Due piccole colonne segnalano l’ingresso.

Adornata da affreschi della scuola

Veneziana.

Fontana Moresca

Costruita intorno all’anno 1000. Ristrutturata

diverse volte nel corso degli anni.

Santa Maria a Gradillo

Chiesa a tre navate costruita durante la prima

met. del secolo XI, . stata soggetta a

diverse ristrutturazioni. La visita . possibile

durante le festivit. o in occasione di mostre.

Villa Cimbrone

Costruita nel 1904. Molteplici antichi artefatti

medievali. Belvedere, incredibili giardini,

il piccolo tempio di Bacco, la cripta, la

grotta di Eva e la sala da t.. Aperto dalle ore

9.00 fino al tramonto.

Chiesa di San Giovanni a Toro

Risalente al secolo XI, una chiesa a tre navate.

Ospita la Cappella del Presepe, e affreschi

risalenti al XIII secolo. Il famoso campanile

. aperto dal mese di giugno fino a

ottobre dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle

15.00 alle 18.00.

Belvedere “Principessa di Piemonte”

Giardini sulla meravigliosa terrazza che affaccia

sulla costa di Amalfi guardando a est

verso Capo d’Orso.

Villa Rufolo

Costruita nel XIII secolo. Splendidi giardini,

la Grande torre, belvedere, bagni termali,

chiostri moreschi, sala da cena. La Villa

. menzionata nel capolavoro di Giovanni

Boccaccio il “Decamerone”: . qui che Richard

Wagner trasse ispirazione per la sua

musica quando soggiorn. a Ravello. Aperta

tutto l’anno.

Duomo di San Pantaleone

L’attuale chiesa fu edificata tra gli anni 1700

e 1736, in adiacenza ad una chiesa risalente

al X-XI secolo, per far fronte al numero crescente

di fedeli che la piccola chiesa medievale,

demolita nel 1802 per volere del capo

eletto don Bonifacio Oricchio, non riusciva

pi. a contenere. L’edificio di culto fu innalzato

a cattedrale nel 1851 con una bolla del

papa Pio IX.

La pianta della cattedrale . a navata centrale

con transetto e due cappelle laterali a

sinistra e a destra del presbiterio con accessi

dal transetto. In direzione del transetto,

inoltre, si erge una maestosa cupola ornata

esternamente da maioliche a piastrelle.

MAIORI

Per gli amanti della spiaggia e del relax, Maori

. il posto perfetto dove soggiornare.

Nel 1997, l’Unesco ha dichiarato Maiori e la

Costiera amalfitana Patrimonio dell’Umanit..

Le origini della citt. risalgono al periodo degli

etruschi. Dal secondo dopoguerra Maiori

ha registrato una notevole espansione urbanistica

e vanta il titolo di citt. con uno dei

migliori tenori di vita della Campania. La cittadina

. una localit. a vocazione principalmente

turistica e – oltre ad una vista mirabile

– pu. contare anche sulla spiaggia pi.

lunga di questo tratto di costa della costiera

amalfitana. Non si sa con certezza chi siano

stati i fondatori di Maiori.

Esistono le ipotesi pi. varie, con teorie che

attribuiscono la fondazione della cittadina

ai greci, agli etruschi, ai picentini, ai romani e

finanche al principe dei longobardi Sicardo.

Il nome originario di Maiori era Rheginna

Maior per distinguerlo dalla vicina cittadina

Rheginna Minor (l’attuale Minori).

Inizialmente, tutte le cittadine della costa

furono edificate dai conquistatori che si

susseguivano, come ad esempio gli etruschi

e i romani. Nel periodo della caduta

dell’Impero romano d’Occidente si formarono

altri insediamenti.

Intorno all’anno 830, i luoghi della costa

furono riuniti in una “Confederazione degli

Stati Amalfitani”. Fecero parte della Repubblica

marinara di Amalfi le citt. tra Lettere

e Tramonti e tra Cetara e Positano (come

anche Capri). I loro abitanti, in maniera

collettiva, vennero chiamati “Amalfitani”. In

quel periodo ogni citt. mantenne il proprio

nome e la propria autonomia amministrativa,

svolgendo un ruolo specifico nella

Confederazione.

Dopo l’anno 1000 Maiori (assieme ad Amalfi)

pass. a fare parte del Principato di Salerno

e ne segu. le vicende storiche.

Nel 1343 una mareggiata distrusse gran

parte del litorale di tutta la Costiera, che –

tra l’altro – . anche menzionata in una lettera

di Francesco Petrarca al Cardinale Giovanni

Colonna.

Dal 1811 al 1860 . stata capoluogo dell’omonimo

Circondario appartenente al Distretto

di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia, .

stata capoluogo dell’omonimo mandamento

appartenente al Circondario di Salerno.

Il 9 giugno 2015, con decreto a firma del

Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,

. stato concesso a Maiori il titolo di

Citt..

PAESTUM

Come arrivare:

In auto – prendere l’A3 per Salerno. A Battipaglia

dirigersi a sud verso Pastena.

In treno – dalla stazione di Formia prendere

il treno diretto a Napoli Centrale che parte

circa ogni ora – (assicurarsi che il treno fermi

alla stazione di Pastena).

Dalla stazione ferroviaria il sito . raggiungibile

a piedi in 15 minuti.

Confina a est con il quartiere Mercatello, a

nord con il rione Santa Margherita e il rione

Picarielli, a nord-est con il quartiere Europa,

a ovest con il quartiere Torrione, mentre a

sud . bagnato dalle acque del golfo di Salerno.

Il porticciolo di Pastena . un approdo

per imbarcazioni di pescatori locali che si

estende su un’area demaniale lunga circa

800 metri, nel tratto centrale corredata

di un belvedere lastricato con sampietrini,

protetto con una ringhiera e spalleggiato

da muri di case private. Il belvedere affaccia

su uno specchio d’acqua racchiuso da un

essenziale sistema bracciale di frangiflutti,

offrendo un panorama sulle due costiere

(Costiera Amalfitana e Costiera Cilentana)

da Capo d’Orso a Punta Licosa.