Gen 28, 2016

La Shtandart, riproduzione della fregata dello zar Pietro il Grande, alla Base Nautica F. Gioia

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Tanta passione e forza di volontà, è questo ciò che ha mosso il Capitano Vladimir Martus durante la costruzione della Shtandart

Un salto nella storia lungo trecento anni, è quello a cui potranno assistere i fortunati che visiteranno la Shtandart, una fregata che riproduce in pieno la prima nave da guerra della Flotta Russa del Baltico, fatta costruire dallo zar Pietro il Grande nel 1703.
Il veliero da guerra di 220 tonnellate potrà essere ammirata da vicino, nel molo della Base Nautica di Gaeta fino a lunedì, quando salperà per nuovi lidi.
Ad aspettare i visitatori vi sarà il capitano Vladimir Martus, un lupo di mare determinato e orgoglioso che ha saputo sviluppare un progetto impegnativo basandosi unicamente, è il caso di dirlo, sulle proprie forze e su quelle dei suoi numerosi collaboratori.

La costruzione della Shtandart, il cui modellino è conservato al museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, è partita ufficialmente nel 1994 ed è terminata nel 2000 con l’inaugurazione e la messa in acqua nel porto di San Pietroburgo, al cospetto della popolazione entusiasta. Lo stesso entusiasmo che ha animato il team di 60 costruttori in erba che hanno dedicato tutte le loro forze alla realizzazione del progetto.

A sentire le parole di Vladimir Martus – Capitano, nonché Presidente del Progetto Shtandard – inizialmente l’approccio all’idea era puramente teorico, essendo lui un architetto; in seguito, attraverso l’ausilio di una folta squadra composta da 60 elementi tra cui molte donne, quello che era solo un disegno ha preso vita.

Visitando la nave è tangibile la fedeltà e il rispetto con i quali sono stati riprodotti tutti i minimi particolari del veliero da guerra originale, e non solo, anche il modus operandi è stato quello di una volta. Basti pensare alla raccolta della legna alla quale Martus, con il suo team, ha provveduto a fare in un’area della Russia che lo Zar Pietro il Grande aveva fatto riservare per piantarvi gli alberi che sono serviti alla realizzazione della prima nave originale; oppure al fatto che non sono state utilizzate sostanze sintetiche come colle, plastiche, laminazioni. L’unico tocco moderno che si sono concessi sono i serbatoi della nafta e dell’acqua. Anche la navigazione rispecchia quelle dell’epoca, non essendoci a bordo alcuna strumentazione moderna.

Ma ciò che nobilita maggiormente il progetto è il coinvolgimento, sin dal suo esordio, di ragazzi con problemi sociali, orfani e con dipendenze, che sono stati aiutati a costruirsi un futuro e a sentirsi parte di una squadra. Questo è stato confermato dalle parole del Capitano Martus che sembrano quasi un paradosso pronunciate su una nave da guerra: “La nave non è per fare guerra, ma per fare amicizia”. La fregata, infatti, funge anche come scuola di formazione per i giovani che vogliono approcciarsi al mondo della navigazione.

Quello della Shtandart è un omaggio fatto alla città di Gaeta che si spera possa ripetersi in futuro, con dei presupposti che possano avvicinare questo nobile progetto alla nostra realtà.

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